PANTELLERIA
Pantelleria custodisce gelosamente un ricco patrimonio storico millenario, segno indelebile del passaggio dei popoli e delle culture che ne hanno plasmato l’identità nel corso del tempo. I Sesioti, arrivati da Sud, furono i primi ad abitare l’isola già tra il 4500 e il 3500 a.C. Seguirono poi Greci, Fenici, Romani, Bizantini Normanni, Svevi, Aragonesi e Borboni: un caleidoscopio di influenze che armoniose, hanno forgiato l’anima dell’isola. Se gli arabi che abitarono l’isola per oltre quattro secoli, le donarono il suo nome, “Bent-el-Rion”, figlia del vento, mentre i mosaici che adornano gli antichi dammusi, testimoniano il passaggio dei Bizantini, è all’ingegnosità dei fenici, che si deve la coltivazione della vite ad alberello.
Riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità, l’antico alberello, si distingue per il suo aspetto singolare e la sua incredibile tenacia nel contrastare le avversità. Il suo basso fusto, custodito infatti da una conca di terreno che lo accoglie e lo protegge, permette alla pianta di conservare l'umidità preziosa durante i lunghi periodi di siccità. La pianta presenta branche vigorose con speroni cortissimi, ciascuno dei quali ospita al massimo due gemme. Simbolo della caparbietà e dell’ingegno degli abitanti dell’isola, l’alberello produce lo Zibibbo, un vino aromatico, dal colore dorato intenso e dal gusto complesso, come l’essenza di questa terra selvaggia e incantevole.
Pantelleria custodisce gelosamente un ricco patrimonio storico millenario, segno indelebile del passaggio dei popoli e delle culture che ne hanno plasmato l’identità nel corso del tempo. I Sesioti, arrivati da Sud, furono i primi ad abitare l’isola già tra il 4500 e il 3500 a.C. Seguirono poi Greci, Fenici, Romani, Bizantini Normanni, Svevi, Aragonesi e Borboni: un caleidoscopio di influenze che armoniose, hanno forgiato l’anima dell’isola. Se gli arabi che abitarono l’isola per oltre quattro secoli, le donarono il suo nome, “Bent-el-Rion”, figlia del vento, mentre i mosaici che adornano gli antichi dammusi, testimoniano il passaggio dei Bizantini, è all’ingegnosità dei fenici, che si deve la coltivazione della vite ad alberello.
Riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità, l’antico alberello, si distingue per il suo aspetto singolare e la sua incredibile tenacia nel contrastare le avversità. Il suo basso fusto, custodito infatti da una conca di terreno che lo accoglie e lo protegge, permette alla pianta di conservare l'umidità preziosa durante i lunghi periodi di siccità. La pianta presenta branche vigorose con speroni cortissimi, ciascuno dei quali ospita al massimo due gemme. Simbolo della caparbietà e dell’ingegno degli abitanti dell’isola, l’alberello produce lo Zibibbo, un vino aromatico, dal colore dorato intenso e dal gusto complesso, come l’essenza di questa terra selvaggia e incantevole.
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